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UN PASSO INDIETRO
Ma c'è di vero che lo sognava. E sognava case, sognava genti, sognava alberi e strade, e barche e pontili, e soprattutto sognava un uomo di cui non vedeva mai il volto... o perlomeno, ne vedeva soltanto una parte... e quello che vedeva erano i suoi occhi. Ed erano stupendi occhi diversi.
E che se avesse messo insieme tutti i sogni, sarebbe stata in grado di raccontare la storia di quella donna.
E la bimba, che ormai era diventata donna, pensava che forse questi sogni erano una specie di eredità di qualche suo progenitore... o almeno, aveva letto da qualche parte che talvolta i ricordi erano ereditari.
Lui le raccontò di sogni che faceva su di una donna che non riusciva mai a guardare in faccia, ma che ogni volta gli sospirava vicino.
Lei gli disse dei sogni che
faceva, e gli descrisse i posti che vedeva. Fu allora che lui cambiò
espressione. Fu allora che le disse "vieni con me". Fu allora che prese
la sua auto, e la condusse nei posti limitrofi alla piccola cittadina
dove si trovavano a studiare.
Al sentire il sospiro lui
la prese per le spalle di scatto. Le disse che quel sospiro lo conosceva
già, e la guardò intensamente. E sotto quello sguardo lei scoprì che i
suoi occhi erano diversi. |
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i sogni dei bimbi una mattina di novembre 2005 |